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Novembre 10, 2008

alcune settimane fa l'emerito ex presidente della repubblica Francesco Cossiga, in un'intervista ad un quotidiano, dava consigli al capo della polizia su come fermare la contestazione studentesca, raccontando ciò che fece lui in un poriodo non troppo lontano.

la sua strategia è di infiltrare tra i studenti poliziotti in borghese, e dare il via a violenti "saccheggiamenti" così da avere il consenso dell'opinione pubblica all'uso della forza. (vi ricorda qualcosa il G8 di Genova? o l'assassinio di Giorgiana Masi?)

Puntualmente, dopo alcuni giorni, assistiamo agli imbarazzanti scontri di Pzza Navona. imbarazzanti non perchè un gruppo di ultras si sono messi a prendere a cinghiate i ragazzini per poi schierarsi con mazze tricolore e catene, prendeno poi, comunque, bei schiaffoni dagli universitari, ma perchè tra questi "valorosi patrioti" alcuni parlavano e consigliavano molto amichevolmente con la polizia. e cosa ancor più inquietante, a fronte di centinaia di immagini che narravano gli eventi, il governo ha chiuso l'argomento a suo modo, con un secco "colpa degli autonomi", scagionando di fatto gli studenti di Forza Nuova.

ma l'emerito ex presidente, non so quanto presidente ma un vero emerito.., ci illumina ancora con consigli veramente fuori da ogni logica democratica: "Ci vorrebbe il morto, meglio se un passante, o una donna o un bambino"

 http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.2686393283

scusate, ma non ritengo di avere altro da aggiungere

 

 

 

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Novembre 01, 2008

da Repubblica del 26 ottobre

TARANTO - Sul loro tavolo c'era il futuro del più grande stabilimento siderurgico d'Europa, l'Ilva di Taranto. E la salute di centinaia di migliaia di cittadini. Avrebbero dovuto decidere, infatti, se concedere o meno alla fabbrica l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia), una carta necessaria per la prosecuzione dell'attività. Invece, non decideranno nulla. Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, li ha rimossi: al loro posto ha nominato tecnici di sua fiducia. "Una decapitazione del sapere tecnico-scientifico che dà forte ragione di inquietudine" attacca il presidente della Regione, Nichi Vendola.

Che a questo punto ha deciso di fare da solo: nelle prossime settimane il governatore presenterà infatti al consiglio regionale una legge che imporrà all'Ilva, così come a tutte le altre aziende che producono in Puglia, la riduzione delle emissioni inquinanti. "Stabiliremo un cronoprogramma: più passa il tempo - dice Vendola - e più dovranno tagliare. Altrimenti saremo costretti a farli chiudere".

La decapitazione ministeriale dei tecnici è stata scoperta dai pugliesi il 15 ottobre. "Convocati a Roma ci siamo trovati davanti il nuovo presidente del nucleo di coordinamento scelto dal ministro Prestigiacomo - spiega l'assessore all'Ambiente, Michele Losappio - Stranamente, più volte e con grande enfasi, ha voluto sottolineare come le emissioni dell'Ilva siano tutte nei limiti dell'attuale normativa nazionale". "Per la prima volta poi - continua il direttore regionale dell'Arpa pugliese, il professor Giorgio Assennato - al tavolo c'erano anche i tecnici dell'azienda".


"Insomma l'aria sembra cambiata, almeno al ministero" dice invece Vendola, proprio lui che appena insediato aveva fatto proprio un piano industriale d'accordo con la famiglia Riva. L'Ilva effettivamente ha speso 300 milioni di euro per modernizzare gli impianti e ha dimostrato la possibilità di ridurre le emissioni. "Non ha mantenuto però molti degli impegni presi - continua il governatore pugliese - E soprattutto nel piano presentato al Ministero parla di riduzioni delle emissioni di diossina molto lontane rispetto alla nostra pretesa: indicano limiti tre volte superiori rispetto a quelli che noi chiediamo".

Ecco perché la Regione Puglia ha già annunciato che se le carte in tavola non cambieranno, esprimerà parere negativo al rilascio dell'Aia. Ma il parere non è vincolante. Da qui la decisione di intraprendere la strada della legge regionale. "Qui si vuol far credere - spiega ancora il presidente pugliese - che in realtà non c'è niente da fare. Che o c'è la fabbrica con tutti i suoi veleni, o c'è una salubrità mentale assediata dalla disoccupazione. Ci si mette davanti all'opprimente aut aut che o si muore di cancro o si muore di fame. Invece investendo nelle tecnologie quelle riduzioni possono arrivare. In caso contrario, meglio una vita da povero che una morte sicura".

L'Ilva negli ultimi quattro anni ha prodotto utili per 2,5 miliardi. "E approfittando del vantaggio competitivo che deriva dal non avere i rigori normativi di altre aree d'Europa farà sempre più utili" dice Vendola. "In qualsiasi parte d'Europa, Slovenia esclusa, l'Ilva fosse stata, avrebbe dovuto chiudere o abbassare le emissioni" spiega il professor Assennato. "Soltanto in Italia esiste una legge con dei limiti così alti".

Il governo pugliese, in più riprese, ha chiesto di cambiare quella norma sia al governo di centrosinistra sia a quello di centrodestra. "Mai abbiamo avuto risposte. E ora mi trovo con i dirigenti cambiati, con Emilio Riva, il padrone dell'Ilva, come socio della Cai e sempre lui come principale beneficiario della processione anti Kyoto del governo Berlusconi. Io ho il dovere di mettere tutti gli interlocutori di fronte alle proprie responsabilità".

Questo scontro istituzionale arriva dopo un altro, violentissimo, avvenuto quest'estate. Per motivare la richiesta di diminu-zione degli inquinanti, e in particolare del benzoapi-rene, l'Arpa pugliese aveva allegato una serie di analisi dell'Università di Bari. Soltanto da due anni, infatti, l'Agenzia regionale per l'ambiente sta monitorando l'Ilva. Il direttore regiona le del ministero, Bruno Agricola, ha sostenuto che "le campagne effettuate non pos sono essere ritenute valide". I criteri di rilevamento, nel 2005 e nel 2006, non avrebbero rispettato quanto previsto da una legge del 2007. In sostanza, avrebbero dovuto prevedere il futuro.

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Il ministro dell'ambiente che sa tanto di industria...

  dal Manifesto di venerdì 17, che in generale non è considerato un bel giorno. Un profilo sintetico della ministra Prestigiacomo.


«A Bruxelles s'è battuta a fianco del Cavaliere per allargare le maglie del protocollo di Kyoto, a Siracusa invece, da ex ministro per le Pari opportunità, ha dato il suo bel contributo all'accordo di programma sulla chimica, rimasto a tre anni di distanza chiuso nel cassetto, mentre mille posti di lavoro stanno per andare in fumo. Più che d'ambiente, il ministro Stefania Prestigiacomo, sa certamente di industria. E di fumi.
Neanche nella nuova veste, quella di titolare del dicastero per l'Ambiente, Prestigiacomo ha rinunciato alle quote azionarie che detiene in alcune società controllate dalla sua famiglia, e che in qualche caso in passato hanno persino avuto grane con la giustizia. Assieme al padre e alla sorella il ministro, poco ambientalista, ha interessi in un network di Srl ed Spa, imprese che operano in vari campi: dalla metalmeccanica, alla plastica tra Bologna e la Sicilia, fin nel cuore del Petrolchimico a Priolo (Siracusa). Si tratta del conglomerato industriale tra i più vasti del paese, che con Augusta e Gela ha contribuito ad avvelenare per anni centinaia di operai durante il boom della chimica senza controlli.
Il petrolchimico si trova a meno di due chilometri dal centro abitato, dove la popolazione di poco superiore ai 12mila abitanti, da cinquant'anni respira fumi e chiede maggiore sicurezza sulla salute e rispetto per l'ambiente. Appena quattro giorni fa un esplosione in un impianto della Isab Energy (51% Erg Power & Gas e 49% International power Mitsui&Co.Ltd) ha creato allarme tra la cittadinanza, con un auto della locale protezione civile che ha fatto il giro del paese per tranquillizzare la popolazione. Dal ministro per l'Ambiente non è arrivata nemmeno una parola. Eppure Stefania Prestigiacomo conosce bene il polo industriale. E' a un tiro di schioppo dalla sua Siracusa e nell'area operano le aziende riconducibili alla sua famiglia e a lei stessa. Forse è stata impegnata troppo in questi giorni a fare lobby contro Kyoto, per accorgersi che nella sua provincia si è verificato l'ennesimo incidente industriale.
Sebbene abbia la delega ambientale ormai da qualche mese, Stefania Prestigiacomo continua a mantenere il 21,5 per cento del capitale sociale della Fincoe srl, azienda di Casalecchio sul Reno (Bologna), con interessi nel ramo della plastica. Soci della Fincoe sono anche la sorella e il padre, insieme detengono la maggioranza della holding, i cui interessi sono concentrati soprattutto in Sicilia. La società ha in portafoglio il 99 per cento della Coemi spa, società che opera a Priolo Gargallo, appunto nel petrolchimico. A sua volta la Coemi controlla, attraverso una quota pari al 59,1 per cento, la Vetroresina engineering development (Ved), sempre a Priolo. Il 22,5 per cento della Ved risultava poi di proprietà del gruppo Sarplast spa, il cui 6,29 per cento è riconducibile a Giuseppe Prestigiacomo. La Sarplast è fallita nel 1997: nell'azienda si verificarono alcuni incidenti e casi di malattia denunciati dai dipendenti. Alcuni operai ebbero figli con malformazioni congenite, altri lavoratori dopo anni si ritrovarono polveri nei polmoni. La procura di Siracusa aprì un'inchiesta per lesioni colpose mentre la polizia rilevò nelle aziende dei Prestigiacomo una serie di violazioni, tra cui pendenze col fisco per circa tre milioni di euro nel giro di tre anni.
Nell'accordo di programma sulla chimica, a Priolo, ci sono impegni chiari per la riduzione del rischio ambientale e per la tutela dei lavoratori e dunque dell'intero conglomerato industriale, dove operano colossi come Erg ed Eni, con diversi impianti per la produzione chimica, energetica, petrolifera. Proprio al ministro Prestigiamo si rivolgono Cgil Cisl e Uil che assieme all'Osservatorio sulla chimica, istituito presso la Provincia di Siracusa, e ai sindaci del comprensorio chiedono il rilancio dell'accordo di programma, con la sua piena applicazione, compresi gli interventi sull'ambiente».

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Ottobre 20, 2008

Dicevamo dunque,

qualcuno è stato a Londra? Avete visto l'efficienza della mobilità? Non sto parlando del metrò, ma dei taxi. C'è un fiume di cabs, si chiamano così i tipici taxi inglesi, che si muovono in tutta la città a prezzi abbordabili, ed esistono anche i minicabs, cioè autovetture di privati che, gestite da varie agenzie, trasportano persone a prezzi ancor più abbordabili. Quindi, se siete stati in un pub o al ristorante ed avete alzato il gomito un po più del solito, o siete appena usciti dal club (discoteca) e forse non siete proprio in grado di mettervi alla guida, in ogni angolo c'è qualcuno che vi riporterà a casa senza problemi, con poche sterline che potete dividere con i vostri amici.

Trasferiamo questa situazione in una città come Roma, in quartieri come Trastevere e Testaccio, dove si muove la maggior parte della movida trendy romana, ed immaginate.....

riduzione del traffico, con meno automobili in giro, maggior sicurezza sulle strade, con meno coglioni alla guida che con un bicchiere in più gincanano a 120 kmh tra le altre automobili, meno disoccupazione, con molte persone ad offrire questo servizio....

ora risvegliatevi, avete sognato troppo, perchè l'Italia è il paese delle lobby, della massoneria al potere, degli interessi della mafia e della casta, e non succederà mai che passi una legge per il bene comune, se non c'è una buona fetta di rientro economico (pizzo) per qualche onesto amministratore dello Stato.

Insomma, quando si è tentato di liberalizzare questo settore, c'è stata una levata di scudi da parte di una certa parte politica a difesa di questi lavoratori (che sia chiaro, massimo rispetto), ma che somigliano appunto ad una piccola lobby a numero chiuso. Si parla molto di liberalizzazione del mercato, di competitività, di welfare, ma solo quando ciò non tocca gli interessi di qualcuno, e ovviamente qualcuno che sia “ben coperto”.

Molte categorie di lavoratori sono diventati carne da macello in mano alle agenzie interinali, numeri che vengono chiamati, sfruttati e rimpiazzati come le pedine della dama, mentre per altri lavoratori abbiamo ministri dello Stato che scendono in piazza a manifestare....

roba che i morti sul lavoro se la sognano, loro non erano mai stati coperti da nessuno.

Per concludere, massimo rispetto ai tassisti, però.....


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Ottobre 19, 2008

Volevo parlare di un caso che nelle settimane passate ha riempito le prime pagine dei giornali, il caso Alitalia, ed in particolare dei privilegi di cui godrebbero questi lavoratori. La campagna mediatica che è stata scatenata contro questi privilegiati è stata però portata avanti dai ministri di questo governo, che in quanti allo stato di privilegiati forse dovrebbero avere un po' di morale e stare zitti, poi, del resto, abbiamo un governo di imprenditori, impresari e banchieri, e quelli che loro, e dopo una sorta di lobotomia mediatica anche il resto del paese, chiamano privilegi, una volta si chiamavano conquiste dei lavoratori. Uno dei privilegi con cui ci si è accaniti particolarmente è il ritiro a domicilio, cioè una autovettura che, a seconda del modello, fa un giro e carica dai 3 ai 7 passeggeri, li porta all'aereoporto, e riporta a casa chi ha finito di lavorare. Questi automezzi saranno circa un centinaio, cioè un centinaio automobili che girano per la città e consentono a qualche migliaio di lavoratori di spostarsi tra la loro casa e il luogo di lavoro. Tralasciando il un dato importante, che il costo di questo servizio è in buona parte a carico dei lavoratori e gli viene prelevato dalla busta paga, vorrei analizzare un dato: avremo un aumento del traffico non indifferente, immaginate un migliaio di automobili che ogni giorno si spostano sulla roma-fiumicino, insomma, per chi conosce lo stato della viabilità di quella parte del GRA, sa quali ripercussioni avrà questa scelta. In barba all'inquinamento,al traffico, allo spreco di carburante e al Protocollo di Kyoto, e di questo ne parleremo ampliamente.

A chi non piacerebbe avere un'automobile con autista che ti porta al lavoro e ti riporta a casa? Ma scatenare le ire di chi non può godere di questo servizio, oltre che immensamente scorretto se portato avanti da chi dovrebbe garantire benessere e democrazia, non è a parere mio una guerra tra poveri, è peggio, è instillare nella testa della gente non il cercare di accuisire le conquiste dei lavoratori di altre categorie per migliorare le proprie, ma “se io non posso allora nemmeno loro”, in una società questo si può definire tagliarsi le gambe da soli.

Inoltre, questo centinaio e più di lavoratori si ritroverranno senza lavoro, nel silenzio totale dei media, e non potranno nemmeno riciclarsi come taxisti, una lobby a numero chiuso che, come abbiamo visto in passato, gode del privilegio della protezione di questo stesso governo, ma anche di questo argomento ne parleremo in un altro momento.

Inserito da loop | 0 Commento/i

Settembre 09, 2008

Ragazzi, ieri ho spazzolato Cesar, il mio Collie, ed è venuta fuori una montagna di pelo. Sembrava avessi tosato un intero gregge di pecore da lana. E' stata una faticaccia ma ora è molto.... più bello.

Alcune foto del mio Cesar li trovate qui

Parole chiave: cane, Cesar, derivabile.net, toilette

Inserito da Il mio amico Fido - Clausius | 0 Commento/i

Settembre 03, 2008

Sto cercando un buon plugin per implementare una Gallery sul mio Blog personale....

Inserito da Clausius | 0 Commento/i

Agosto 27, 2008

Come ben sapete, personalmente non ho aggiornato il mio WP all’ultima versione. Non mi piace l’interfaccia admin e per altre cosette. Recentemente, per esempio, non funzionava l’upload nel WP di Mint-Italia (che è 2.5.2). Ebbene per risolverlo ho dovuto installare un plugin che in pratica disattiva il flash-uploader. Ora sembra che funzioni tutto….

Per chi ha questo stesso problema:

  1. Può provare ad installare questo plugin, prelevandolo da qui 
  2. può aggiungere queste righe di codice al file .htaccess (che si trova nella directory di WP):

<IfModule mod_security.c>
<Files async-upload.php>
SecFilterEngine Off
SecFilterScanPOST Off
</Files>
</IfModule>

(da WP it).

Inserito da Wordpress - Clausius | 0 Commento/i

Agosto 17, 2008

Volevo ricordare che partecipare alla redazione di una FAQ in Mint-Italia è estremamente facile.

Basta collegarsi qui e cliccare nel tab indicato in figura:

Successivamente si aprirà questo form:

Riempiamolo con la nostra FAQ, completiamo inserendo il codice di sicurezza antispam:

Ed il gioco è fatto! La vostra preziosa FAQ è stata inviata all'Admin che una volta valutata l'approva. Quindi cosa aspettate. Se avete delle semplici domande e la relativa risposta, postatela. La inseriremo tra le FAQ a vostro nome, naturalmente. Grazie a quanti collaboreranno.

Parole chiave: FAQ di Mint-Italia, Linuxmint, Linuxmint italia, Mint

Inserito da Clausius | 0 Commento/i

Salve a tutti.

Questo è la Comunity di Mint-Italia. Lo spazio di tutti i Mint User. E' il vostro spazio.

Qui potete incontrarvi, scambiarvi idee e tanto altro ancora. Costruirvi il vostro blog, per esempio. Cosa aspettate, iscrivetevi subito e cominciate a divertirvi.

Clausius

Administrator Mint-Italia System

Parole chiave: Benvenuto, Clausius, Mint-Italia

Inserito da Clausius | 0 Commento/i

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